LA TECNICA LAMINO-FORAMINALE
NELL’OZONOTERAPIA DELLE ERNIE DISCALI LOMBARI.
(neurochirurgo)
Sono partito dal presupposto che il meccanismo d’azione più
verosimile dell’ozono sulle ernie discali sia quello ipotizzato da Cesare
Verga che d’altro canto è l’ideatore della tecnica di infiltrazioni
muscolari paravertebrali di ozono nelle ernie discali. È pertanto ovvio che, più
vicino al punto di azione viene portato l’ozono e maggiore la quantità
inoculata, più pronta e potente sarà l’azione dell’ozono stesso.
Non credo in un’azione reflessogena dell’ozono
inoculato a distanza, per esempio sottocute.
Non credo all’Ozonolisi intradiscale perché il più
delle volte il forellino di uscita del materiale discale è talmente piccolo
(constatato al tavolo operatorio) che è difficile pensare che la riduzione
della pressione intradiscale possa richiamare il materiale erniato, anche in
caso di ernie contenute, perché con il carico l’altezza discale si è ridotta
per lo spostamento del materiale erniato ed è molto difficile che possa
riprendere l’altezza originaria. Forse dopo 3 mesi di permanenza a letto!
Un altro paio di constatazioni anatomiche mi
discostano dalla tecnica di infiltrazione paravertebrale descritta da taluni. La
prima è che il disco non corrisponde allo spazio interspinoso, a livello
lombare, anche se le spine sono dritte a questo livello e non piegate verso il
basso come a livello dorsale, ma corrispondono alla parte inferiore della
spina della vertebra superiore al disco erniato, com’è visibile nella
figura 1 ed è a questo livello che va fatta l’infiltrazione.
L’altra constatazione anatomica si basa sul fatto
che l’ozono deve imboccare il foro di coniugazione quindi l’inoculazione in
senso verticale va bene fatta a livello della parte bassa della spina della
vertebra superiore al disco interessato dall’ernia, però in senso traverso è
errato usare la distanza di 2 cm dalla linea mediana, ma tale distanza va
aumentata a 2,5 cm almeno dalla linea mediana e comunque va misurata sulla TC
del paziente.
Altro parametro necessario per l’infiltrazione di
ozono è la profondità ed essa va calcolata dalla superficie cutanea fino a
toccare la lamina vertebrale. Tale distanza varia da 5,5 a 6cm.
Quindi, in conclusione, l’infiltrazione
paravertebrale profonda LAMINO FORAMINALE va fatta a livello della spina della
vertebra superiore al disco erniato, a 2,5 cm dalla linea mediana, e 5,5-6 cm di
profondità: mai superare i 7 cm di profondità! È ovvio che gli aghi 23G, 21G
e 22G non vanno bene perché non superano i 4 cm di lunghezza, ma occorrono
degli aghi spinali sottili (22G) su cui è bene segnare 6 cm dalla punta. La
quantità di ozono è variabile da 10cc a 20cc e la concentrazione da 20 a 30 mg/ml.
La tecnica, così eseguita, non presenta rischi
diversi dall’infiltrazione paravertebrale classica e può essere eseguita
ambulatorialmente e senza anestesia.
Uso questa tecnica quando tarda l’effetto con la
tradizionale infiltrazione paravertebrale. Non è necessario partire
direttamente con essa. Però questa tecnica mi ha permesso di trattare ernie
espulse di grandi proporzioni e di varcare la soglia dei 90-95% dei successi. Ho
perfino trattato una lesione spinale verosimilmente cistica la cui natura rimarrà
ignota poiché ormai è completamente scomparsa.
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