LA TECNICA LAMINO-FORAMINALE

NELL’OZONOTERAPIA DELLE ERNIE DISCALI LOMBARI.

 Dr Antonio Scuccimarra

(neurochirurgo)

 

Sono partito dal presupposto che il meccanismo d’azione più verosimile dell’ozono sulle ernie discali sia quello ipotizzato da Cesare Verga che d’altro canto è l’ideatore della tecnica di infiltrazioni muscolari paravertebrali di ozono nelle ernie discali. È pertanto ovvio che, più vicino al punto di azione viene portato l’ozono e maggiore la quantità inoculata, più pronta e potente sarà l’azione dell’ozono stesso.

Non credo in un’azione reflessogena dell’ozono inoculato a distanza, per esempio sottocute.

Non credo all’Ozonolisi intradiscale perché il più delle volte il forellino di uscita del materiale discale è talmente piccolo (constatato al tavolo operatorio) che è difficile pensare che la riduzione della pressione intradiscale possa richiamare il materiale erniato, anche in caso di ernie contenute, perché con il carico l’altezza discale si è ridotta per lo spostamento del materiale erniato ed è molto difficile che possa riprendere l’altezza originaria. Forse dopo 3 mesi di permanenza a letto!

Un altro paio di constatazioni anatomiche mi discostano dalla tecnica di infiltrazione paravertebrale descritta da taluni. La prima è che il disco non corrisponde allo spazio interspinoso, a livello lombare, anche se le spine sono dritte a questo livello e non piegate verso il basso come a livello dorsale, ma corrispondono alla parte inferiore della spina della vertebra superiore al disco erniato, com’è visibile nella figura 1 ed è a questo livello che va fatta l’infiltrazione.

L’altra constatazione anatomica si basa sul fatto che l’ozono deve imboccare il foro di coniugazione quindi l’inoculazione in senso verticale va bene fatta a livello della parte bassa della spina della vertebra superiore al disco interessato dall’ernia, però in senso traverso è errato usare la distanza di 2 cm dalla linea mediana, ma tale distanza va aumentata a 2,5 cm almeno dalla linea mediana e comunque va misurata sulla TC del paziente.

Altro parametro necessario per l’infiltrazione di ozono è la profondità ed essa va calcolata dalla superficie cutanea fino a toccare la lamina vertebrale. Tale distanza varia da 5,5 a 6cm.

Quindi, in conclusione, l’infiltrazione paravertebrale profonda LAMINO FORAMINALE va fatta a livello della spina della vertebra superiore al disco erniato, a 2,5 cm dalla linea mediana, e 5,5-6 cm di profondità: mai superare i 7 cm di profondità! È ovvio che gli aghi 23G, 21G e 22G non vanno bene perché non superano i 4 cm di lunghezza, ma occorrono degli aghi spinali sottili (22G) su cui è bene segnare 6 cm dalla punta. La quantità di ozono è variabile da 10cc a 20cc e la concentrazione da 20 a 30 mg/ml.

La tecnica, così eseguita, non presenta rischi diversi dall’infiltrazione paravertebrale classica e può essere eseguita ambulatorialmente e senza anestesia.

Uso questa tecnica quando tarda l’effetto con la tradizionale infiltrazione paravertebrale. Non è necessario partire direttamente con essa. Però questa tecnica mi ha permesso di trattare ernie espulse di grandi proporzioni e di varcare la soglia dei 90-95% dei successi. Ho perfino trattato una lesione spinale verosimilmente cistica la cui natura rimarrà ignota poiché ormai è completamente scomparsa.  

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